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Ecco come lo studio londinese Godrich Interiors crea spazi unici


Tutto un mix

Godrich Interiors, con sede ad Ovest di Londra, mette a disposizione un’impressionante varietà stilistica. Basta solo uno sguardo al suo portfolio per capire che si è guadagnata la sua reputazione grazie a spazi dinamici e variopinti, ognuno dei quali viene approcciato in maniera individuale, in armonia con lo specifico contesto architettonico e lo stile di vita di clienti privati e commerciali di tutto il mondo. Oltre all'enfasi sul concetto "su misura", i loro progetti condividono una perfetta combinazione di grazia e personalità - che non è proprio una combinazione facile! - grazie all’esperienza, all’abilità, e alla passione di Godrich. Abbiamo incontrato la direttrice associata neozelandese di Godrich, Megan Oliver, che lavora con l’azienda di Holland Park dal 2009, per sbirciare dietro le quinte e saperne di più sull’approccio, le influenze, e le ambizioni sue e della sua azienda in ascesa.

Wava Carpenter: Come descriveresti i clienti di Godrich? Hanno qualcosa in comune tra di loro?

Megan Oliver: Credo che il nostro lavoro attragga un certo tipo di clientela. In genere sono tutte persone piuttosto creative e vogliono lavorare con un’azienda che le tratti come individui, e che crei qualcosa che rifletta loro personalmente e il loro stile di vita.

WC: Quali sono stati i progetti più gratificanti e/o istruttivi per te personalmente?

MO: Il Palazzo che abbiamo arredato a Venezia è stato uno delle highlight della mia carriera, e credo che sarà difficile da battere! Ancora mi ricordo quando abbiamo visto lo spazio per la prima volta. È stato un momento incredibile e mi sono sentita completamente sopraffatta. L’estetica mi era così estranea, che ho dovuto fare molte ricerche per essere sicura di aver davvero capito con cosa avessimo a che fare. L’opportunità di lavorare con artigiani locali e tradizionali per creare illuminazione e mobili in legno su misura per gli interni, è stata un’esperienza davvero istruttiva e un piacere assoluto. Seguso , che ha creato molte delle lampade nell’appartamento, lavora il vetro di Murano  da 27 generazioni, cosa che mi stupisce tutt’oggi.

Un altro dei miei progetti preferiti è il primo che ho affrontato da Godrich - per una casa di famiglia per un cliente molto creativo di Londra. Il lavoro includeva un’estensione, una cantina, una grande casa sull’albero, e uno studio di registrazioni nel giardino. Quindi era tutto incluso! Abbiamo poi disegnato gli interni di altre due proprietà per loro, ed è sempre stato un divertimento.

WC: Come descriveresti il tuo approccio al design? Ed è cambiato nel tempo?

MO: Fin dall’inizio della mia carriera, ho sempre rispettato l’architettura per la quale lavoriamo. È sempre stato il punto d’inizio dei miei design ed è quasi un’ossessione, nonché la chiave per creare qualcosa di autentico.

WC: Guardando al grande portfolio del Godrich Interiors, sembra che voi abbiate un approccio molto individuale per ogni design. Come descriveresti questo approccio? Come create spazi personali per i vostri clienti?

MO: I nostri progetti sono creati in base al cliente, quindi non cominciamo un lavoro prevenuti, con un’idea già pronta per gli interni. L’evoluzione del design è ispirata in egual modo dall’architettura, dal cliente, e dalla nostra risposta come team. In questo modo ogni progetto è unico, senza tempo, e autentico. Lavoriamo a stretto contatto con il cliente, e il tutto avviene in modo piuttosto sistematico. Per noi è anche importante che al cliente piaccia questo processo. Chiunque abbia mai intrapreso un progetto per degli interni su larga scala, sa che può essere molto stressante. Credo che una parte del nostro lavoro includa l’eliminazione dello stress (per quanto sia possibile!) e il far sì che il cliente si goda questi momenti emozionanti.

WC: Puoi dirci come scegliete i pezzi da usare? Viaggiate per cercare gli oggetti? Prima trovate i pezzi e poi trovate loro una casa? O andate alla ricerca di pezzi per progetti e clienti specifici?

MO: Credo che da designer si abbia sempre un’attrazione per le cose interessanti, e - spesso senza rendersene conto - le cataloghiamo mentalmente per un momento successivo in cui potrebbero tornarci utili. Come team, la nostra conoscenza di fornitori è vasta, e quando cerchiamo cose specifiche, il primo punto di riferimento siamo proprio noi. Abbiamo buoni rapporti con molti commercianti che sono pronti a rovistare in giro per il mondo per soddisfare specifiche richieste, poi ovviamente c’è Internet, e capita anche spesso di girovagare per le strade e viaggiare in paesi lontani.

WC: Puoi dirci qualcosa sugli approcci di Godrich che uniscono pezzi di design di ere e stili diversi? Per esempio, qual è il processo quando si combinano l’antico e il Mid-Century moderno con pezzi contemporanei e con le belle arti?

MO: Non è facile rispondere a questa domanda, dal momento che il processo avviene in maniera piuttosto automatica: non mi metto a pensare intenzionalmente a un mix di estetiche, si tratta più di cercare di trovare un equilibrio nell’ambiente. Ere diverse hanno un diverso peso visivo, quindi l’unione di pezzi è spesso necessario per creare un equilibrio visivo. Inoltre penso che mischiare le ere e gli stili sia essenziale per creare una casa che sembri essere cresciuta nel tempo e che possa continuare a crescere se e quando fosse necessario.

Mischiare ere e stili è essenziale per fare in modo che la casa sembri crescere nel tempo. Candy Cubes di Sabine Marcelis Photo © Jeroen Verrecht WC: Che ne pensi della parola eclettico? Pensi che riesca ad esprimere la tua estetica? O è una parola di cui si abusa? Altrimenti quali altre parole useresti per descriverla?

MO: Sicuramente si abusa del termine eclettico. Ai nostri tempi viene spesso usato per descrivere una serie di vecchie cose buttate insieme. Questa moda passeggera morirà presto, e la parola eclettico tornerà a descrivere una considerata collezione di stili. Altre parole per descrivere la mia estetica potrebbero essere: considerata, rilassata, e gioiosa.

WC: Quale periodo e luogo storico pensi che possa esprimere al meglio la tua estetica?

MO: Ci sono talmente tante cose che mi ispirano, che è difficile dedicarsi solo a una estetica. Ma se proprio devo scegliere, direi l’architettura modernista dagli anni ‘30 ai ‘60. L’attenzione al dettaglio - in termini di come viene utilizzato lo spazio e del focus sulla materialità - mi sorprende sempre. Gli interni potrebbero apparire come ciò che molte persone considerano essere minimalista, ma non lo sono affatto. Sono ricchi, considerati, e i dettagli e la materialità sono impeccabili. Tutto ha uno scopo. Tutto è bello. Ho recentemente visitato The Homewood ad Esher: quella casa è il mio sogno al momento. La Villa Müller di Adolf Loos è un altro posto da cui mi hanno portata via quasi con la forza. Bellissima!

WC: Nel tuo progetto dei sogni, ci sono pezzi di design o elementi decorativi particolari che includeresti senza dubbio? Esistono dei pezzi di design che funzionano sempre o che creano sempre una casa più bella e abitabile?

MO: Anche se ogni progetto è diverso e ogni cliente ha richieste diverse, una buona illuminazione renderà sempre una casa più bella e abitabile. La luce è una necessità, ma dovrebbe anche essere qualcosa di speciale e flessibile, che ti assicuri di sfruttare al massimo ogni ambiente. Il mio progetto dei sogni attuale include una credenza Ono disegnata da Love Arbén per Lammhults (1992), un Candy Cube di Sabine Marcelis (2014-tutt’oggi), e una poltrona di Cassina disegnata da Mario Bellini negli anni ‘60. Ma la lista cambia in continuazione! Oggi, però, sono loro i miei più grandi amori.

  • Traduzione di

    • Natalia di Giammarco

      Natalia di Giammarco

      Nata e cresciuta a Roma, Natalia ha studiato lingue straniere a Roma e successivamente a Berlino. Sebbene la bellezza della sua città le manchi, l'eccentricità della capitale tedesca l'ha sempre incantata. Le sue passioni includono il cinema, la cucina, il teatro, i viaggi, e ovviamente la traduzione - ma le piace anche semplicemente crogiolarsi al sole per ore con un buon libro o con della buona musica.

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