La Archiv Collection, una nuova collaborazione in edizione limitata tra Pamono e la storica manifattura KPM


Il marchio dell’artista

Di Emma Lucek

Scendendo la scala rivestita in linoleum, tipica di una scuola, ed entrando nel tranquillo ingresso dello studio artistico di KPM, notiamo un cambiamento nell’atmosfera; c’è qualcosa di diverso rispetto all’eleganza controllata che domina l’area di esposizione della storica fornace - oggi museo e area aperta ai visitatori - sul piano terra della manifattura di porcellana basata a Berlino. Arrivati in una delle stanze da lavoro, piena di luce e piante, ci dà il benvenuto Astrid Schulz, che ci guarda alzando gli occhi dal vaso a cui sta lavorando al momento.

È una stanza lunga e stretta con otto scrivanie sistemate contro le finestre, ogni postazione di lavoro è divisa da mensole ricoperte da un eclettico mix di ceramiche che aspettano di essere dipinte; la luce obliqua mattutina proietta le ombre di vasi e figurine sul pavimento. Astrid è l’artista che sta dipingendo a mano la collezione di vasi frutto di una nuova collaborazione tra Pamono e KPM.

La Pamono x KPM Archiv Collection comprende quattro design che la nostra redattrice capo, Wava Carpenter, ha selezionato dall’archivio KPM - si tratta di design che sono stati prodotti da KPM fino al secolo scorso, tra il 1908 e il 1921. Ognuno dei quattro vasi in stile Art Déco sarà offerto in esclusiva su Pamono in un’edizione da collezione comprendente cinque pezzi. Wava è stata attirata da questi particolari design - scegliendo tra centinaia di fantastiche opzioni - perché rappresentano un momento insolito nella lunga storia di KPM, che come spiega lei stessa “abbraccia una tendenza verso un’astrazione grafica dai colori vivaci, moderna e al tempo stesso glamour.” Aggiunge, “la tavolozza di colori forse raggiunge i cento anni di età, ma rimane comunque notevolmente contemporanea.”

Durante la nostra visita, alcuni pezzi dell’Archiv Collection si trovano sulla scrivania di Astrid, in diversi stadi di completamento. Quello a cui sta lavorando al momento - il vaso a forma di cipolla disegnato da Trude Petri nel 1935 - ha un aspetto particolarmente Art Déco. La scrivania di Astrid a forma di L è cosparsa di pennelli molto sottili, spugne, pigmenti, stampe dei design con indicazioni precise, e il “modello” che ha creato a mano per il vaso. Questo modello è costituito da frammenti di carta di riso che evidenziano le distanze verticali tra le linee orizzontali del design organico, che a loro volta creano un vortice sulle curve del vaso. Senza considerare questa guida creata da lei stessa, il resto del processo di pittura dipende dalla sua mano ferma, dalla memoria muscolare, dai suoi gesti allenati e sicuri, e dalla natura indulgente del processo di pittura; tutto ciò che non è stato ancora cotto nella fornace può essere ancora rimosso con dell’alcool. Per quanto questo sia rassicurante, Astrid non ha bisogno di fare molte cancellature, grazie ai suoi 35 anni di esperienza da KPM.

Nel corso della nostra intervista, Astrid ci parla delle temperature del forno, delle tecniche di pittura con disegno negativo, e delle consistenze dello smalto. Osservo Astrid all'opera nel suo studio, circondata da caos artistico e pezzi in ceramica; alle sue spalle si trova una mensola alta piena di quelli che sembrano essere i design di KPM preferiti di Astrid. Glielo chiedo per avere la conferma, e lei scherza dicendo sottovoce che i suoi pezzi preferiti se li è già portati via molto tempo fa. Tornando seria, ci dice che è affascinata in particolare dalla variazioni di pigmenti blu, e da come le differenti temperature di cottura possano influenzare la vivacità dei contorni del colore. Una sfida che si sta godendo con la nostra collezione, è la ricreazione dell’intensità dei pigmenti usati nei design originali, i quali erano stati verniciati al piombo e oggi non sono più permessi.

Pittrice con disciplina e passione, Astrid è stata una dei 400 candidati che lottarono per una posizione negli studi di pittura di KPM quando ci fu il bando nel 1983. Fu accettata insieme ad altre sette persone, nonostante non avesse mai pitturato su oggetti tridimensionali prima di allora. L’unica cosa su cui ha dovuta lavorare per adattarsi ai nuovi mezzi, è stato impararare come posizionare gli oggetti in modo da poterli dipingere. Il suo vicino-artista fa un cenno verso un marchingegno in metallo rivestito di schiuma accanto alla scrivania di Astrid. Viene usato proprio per questo: per appoggiare le ceramiche delicate, rotonde, e a volte dalle forme strane, e poterle dipingere.

Ogni artista dei 35 pittori da KPM ha una specializzazione - fiori, paesaggi, arte figurativa, o quello che Astrid chiama “décor”. La gamma di lavori potrebbe sembrare piuttosto ampia, e lo è; ma in sostanza comprende design di superfici che non raffigurano la realtà. Questo è il dipartimento grafico astratto - il preferito di Pamono al momento.

È interessante notare, però, che questo non è necessariamente il più popolare tra la vasta clientela di KPM. La loro estetica classica, opulenta, elaborata, carica d’oro e dal gusto rococò è ancora molto popolare nei mercati russi e asiatici, a cui è rivolto il catalogo che ci viene mostrato, con sottotitoli in cinese, coreano, giapponese, e russo. Le collezioni classiche di KPM includono design dal tardo periodo Art Nouveau, pezzi del servizio preferito di Federico il Grande, e la collezione reale floreale del 1767. Questi pezzi vengono ancora donati in regalo dal sindaco di Berlino e da altri diplomatici locali a dignitari in visita.

La Pamono x KPM Archiv Collection Foto © Ramtin Zanjani per Pamono Con questo non vogliamo dire che KPM è rimasta bloccata nel passato, anzi, può vantare una serie di collezioni contemporanee dalle linee pulite con decorazioni minime, così come recenti collezioni della linea KPM+, che ha l’obiettivo di mantenere KPM attuale attraverso collaborazioni con artisti di alto profilo basati a Berlino. Tra le più recenti troviamo quella con Mark Braun, che ha dato luce alla collezione Planetarium, ispirata all’universo.

Nonostante sia piuttosto inusuale che una manifattura di porcellana si trovi in mezzo ad una grande città, la sede di KPM è nel trafficato quartiere di Charlottenburg, sul lato occidentale del polmone verde della città, Tiergarten. Astrid, originaria di Berlino, non si può immaginare la sede di KPM in nessun altro posto. Visto il modo in cui il suo complesso si adatta perfettamente al quartiere e trovandosi a Berlino fin dal principio, Berlino e KPM sono legati per sempre. Nonostante ora sia di proprietà privata, il nome dato dal re prusso Federico II nel 1763 - Königliche Porzellan-Manufaktur Berlin - è stato mantenuto, così come il marchio di fabbrica raffigurante lo scettro reale color cobalto. Pamono, un’azienda di design basata a Berlino e decisamente più giovane, è lieta di poter ripercorrere i passi della storia di questa istituzione emblematica. È stato un piacere e un privilegio incontrare alcuni dei più straordinari talenti dietro la Pamono x KPM Archiv Collection.

  • Traduzione di

    • Natalia di Giammarco

      Natalia di Giammarco

      Nata e cresciuta a Roma, Natalia ha studiato lingue straniere a Roma e successivamente a Berlino. Sebbene la bellezza della sua città le manchi, l'eccentricità della capitale tedesca l'ha sempre incantata. Le sue passioni includono il cinema, la cucina, il teatro, i viaggi, e ovviamente la traduzione - ma le piace anche semplicemente crogiolarsi al sole per ore con un buon libro o con della buona musica.

  • Testo di

    • Emma Lucek

      Emma Lucek

      Di origini polacche ma nata in Inghilterra, Emma ha studiato ricerca e design. Oltre ad aiutare Pamono nella ricerca di nuovi venditori, scrive nel campo della teoria dell'arte e dell'architettura, e lavora come giornalista specializzata in design.

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