Stam, Saarinen, Colombo, e Mendini - pionieri del design


Nati sotto il segno del leone

Di Wava Carpenter

La prima sedia cantilever di Mart Stam, 1926 circa / Foto © ignoto| Le sedie impilabili Universale di Joe Colombo per Kartell, 1967 / Foto © MOMA | La poltrona Tulip (modello 150) di Eero Saarinen per Knoll, 1955-56 / Foto © MOMA | La Poltrona di Proust di Alessandro Mendini, 1978 / Foto © MOMA
"Spesso i rimedi che ascriviamo al cielo / stanno in noi stessi. Il fatidico cielo / ci lascia piena libertà di agire, / e sol fa pigre le nostre intenzioni / se pigri siamo noi ad eseguirle."

Tutto è bene quel che finisce bene di William Shakespeare

In questo periodo abbiamo notato sul calendario i compleanni ravvicinati di quattro pioneristiche icone del design: Mart Stam, Eero Saarinen, Joe Colombo, ed Alessandro Mendini - uomini che, seguendo visioni decisamente avanti rispetto ai tempi, hanno lasciato un marchio indelebile sulla storia del design. Tutti e quattro hanno creato qualcosa "per la prima volta" nel loro campo, ed erano, astrologicamente parlando, Leoni. 

Non siamo davvero degli appassionati di astrologia, ma abbiamo pensato che sarebbe stato divertente esaminare questi quattro grandi designer attraverso le lenti delle loro caratteristiche zodiacali. I Leone sono creativi e passionali, ottimisti allo sfinimento, coraggiosi ed ambiziosi, ed estremamente affascinati e carismatici - insomma dei leader nati! Adesso vedremo se e come i nostri ruggenti designer rientrano o meno in questa descrizione!

 

Mart Stam (5 agosto 1899)

Fotomontaggio di diversi progetti per case popolari degli anni '20, di Mart Stam / Foto © Estate of Ilse Bing / Collection Centre Canadien d'Architecture | Mart Stam sulle gradinate di uno stadio a Francoforte, 1930 / Foto © Estate of Ilse Bing / Collection Centre Canadien d'Architecture | La sedia S33 di Mart Stam, prodotta da Thonet / Foto © Marieke Vintage
Ricordato oggi principalmente per la sua immortale sedia cantilever, e per alcune sue incredibili case moderniste, l'architetto olandese Mart Stam è stato un idealista fino al midollo, dedicando vita e carriera a "cambiare il mondo" con il design. Dalla sua professione alla sua attività politica, passando per la scrittura, Stam non ha mai fatto le cose a metà. 

Nel corso di tutta la sua carriera, il designer olandese ha creduto in una purezza estetica unica e radicale, arricchita da uno sfavillante utopismo visionario - inflessibile anche quando altri modernisti del tempo cominciavano ad ammorbidire il proprio intransigente rigore. Incarcerato durante la Prima guerra mondiale in quanto obbiettore di coscienza, diventa in seguito a questa esperienza un devoto comunista. Negli anni '20 vince una causa legale contro Marcel BreuerLudwig Mies van der Roheriguardante la primogenitura della sua sedia cantilever. Dieci anni dopo, guidato come sempre dalle proprie idee, si reca nell'Unione Sovietica e poi nella DDR, dove crede di trovare l'ambiente perfetto per quel suo rigorosissimo approccio al design. Incapace di raggiunger alcun compromesso quando si tratta dei suoi principi, Stam si scontra per tutta la vita con molti dei suoi collaboratori.

Negli anni '60, disilluso e provato dalla malattia, rinnega completamente i propri utopistici ideali. Gli ultimi anni della sua vita li trascorre insieme alla moglie in alberghi e città termali, dove la coppia non rimane mai a lungo. Uno degli ultimi aneddoti sulla vita del designer: la manifattura Tecta , riuscita in qualche modo a rintracciarlo, telefona a Stam, il quale apparentemente risponde "Non conosco nessun Mart Stam", e riattacca.

 

Eero Saarinen (20 agosto 1910)

Pubblicità degli anni '60 della sedia Tulip di Saarinen per Knoll / Foto © Knoll | Eero Saarinen con modello e schizzi dell'Arco della porta di Saint Louis, 1958 circa / Foto © Yale University Library | Il centro TWA di Saarinen, all'aeroporto JFK, 1956-62 / Foto © Balthazar Korab
Il contributo dell'architetto finnico-americano Eero Saarinen's alla storia del design è enorme - ricordiamo la sua poltrona Womb (1947-48) e la collezioneTulip (1956) per Knoll, e tra i progetti archietttonici la sua Case Study House #9 (cui lavora con i coniugi Eameses, 1945-49), l'Arco della porta di Saint Louis (1947-65), il Centro tecnico della General Motors (1948-56), la cappella dell'MIT (1950-55), la Miller House (1953-57), ed il terminal TWA (1956-62). E la lista dei suoi lavori è appena abbozzata! Incredibilmente brillante ed ambizioso, Saarienen chiese alla moglie di capire che l'architettura era il suo "unico vero amore".

Descritto nel 1956, in un articolo di copertina del Time, come una "batteria carica di energia inesauribile", Saarinen vince la sua prima gara di design a 12 anni, una competizione di costruzione con i fiammiferi. A vent'anni disegnava l'arredamento per il lavori del padre architetto a Cranbrook, e a Yale "vince così tanti premi (tra cui uno per reggere l'alcol) che riceve una medagli per aver vinto più medaglie di tutti". Naturalmente si laurea con lode. Nel 1948 si aggiudica il design del nuovo Memoriale dell'espansione nazionale di Jefferson, che risultò nel già citato famoso arco. La sua sediaTulip (nota anche come sedia Pedestal) è la prima sedia di sempre a poggiare su una sola gamba - un trionfo personale contro quello che chiamava "il sovraffollamente di gambe nelle case americane".

La ferrea dedizione di Saarinen alla sua arte è riassunta alla perfezione in un aneddoto leggendario: alle 8 di mattina di una vigilia di Capodanno, il designer entra nel suo ufficio e, trovando solo il suo assistente, si guarda intorno con aria interrogativa ed esclama stizzito "Dove diavolo sono tutti?". Cos'altro avremmo potuto aspettarci da un talento simile? Purtroppo scomparso precocemente, Saarinen muore a soli 51 anni di tumore cerebrale.

 

Joe Colombo (30 luglio 1930)

Il Salotto del futuro Visiona 1 di Colombo / Foto © Studio Joe Colombo / Ignazia Favata | Il carrello Boby di Colombo per Bieffeplast / Foto © Wright20 | Joe Colombo sulla sua sedia Elda, dedicata alla moglie / Foto © Studio Joe Colombo / Ignazia Favata
"Le possibilità che lo straordinario sviluppo dei processi audiovisivi ci presenta, sono enormi. La distanza non sarà più così importante (...) l'arredamento scomparirà (...) l'habitat sarà ovunque. Ora, se gli elementi necessari all'esistenza umana potessero essere pianificati solo sulla base di manovrabilità e flessibiltà, allora creeremmo un sistema inabitabile, in grado di adattarsi ad ogni situazione nel tempo e nello spazio." Questa predizione del futuro è del designer italiano Cesar Joe Colombo, e risale al 1960.

Come dimostrato da questa citazione, Colombo è stato un artista visionario in grado di abbracciare le infinite possibilità offerte dal progresso, attendendo con impazienza l'arrivo di questo futuro. Nonostante una vita brevissima - muore tragicamente a 41 anni di infarto - le sue pionieristiche creazioni hanno influenzato profondamente tutta una generazione di designer, nonché il modo in cui pensiamo ancora oggi al design. 

Sempre descritto come un uomo straordinariamente elegante ed affascinante, Colombo esprime la sua idea di design tramite materiali e forme futuristiche, realizzando oggetti modulari, adattabili, e felssibili, in plastica modellata ad assumere forme morbide e sinuose, prive di angoli. In grado di apportare un dinamismo assolutamente nuovo in oggetti domestici di uso quitidiano, prodotti iconici come la lampada Acrilica (1962), le sedia Elda (1963) e Tube (1969-70) , la lampada Coupé (1966), e lo storage Boby (1969), portano la sua inconfondibile firma. La sedia impilabile Universale per  Kartell (1965-68) è la prima sedia interamente di plastica ad essere realizzata con stampaggio ad iniezione, e una delle prime ad essere accessibile sul mercato.

Senza volersi però fermare agli oggetti, Colombo è stato in grado di intravedere e concretizzare uno stile di vita completamente nuovo. I suoi rivoluzionari lavori Kitchen Box (1963), Cabriolet Bed (1969), e Total Furnishing Unit (1972), ad esempio, abbracciano la nozione di "tutto in uno" portando i concetti di portatilità e compatezza ad un livello mai visto prima: TV che emergono da soffiti, pareti girevoli con mini-bar incorporati, pannelli di controllo per accendere ventilatori e sigarette, e fare telefonate! Negli anni '60, Colombo disse alla sua collega designer  Gae Aulenti che, secondo lui, i telefoni sarebbero stati presto tascabili. Era decisamente avanti coi tempi.

 

Alessandro Mendini (16 agosto 1931)

Il museo Groninger di Atelier Mendini / Foto © Studio Mendini | Alessandro Mendini nella sua Sedia di Proust per Cappellini / Foto © Studio Mendini | Lassù / Foto © Studio Mendini | Il tributo di Mendini alla sedia Wassily / Foto © Studio Mendini
L'architetto, designer, pittore, giornalista, critico e teorico d'arte italiano  Alessandro Mendini  è stato un uomo rinascimentale, unico nel suo genere. Tra gli anni '70 e la sua morte all'inizio dell'anno, Mendini svolge un ruolo di ineguagliabile importanza nel mondo, cui spiega il design con tutte le sue possibilità; contribuendo allo spostamento del modello in voga dal modernismo al postmodernismo, Mendini arricchisce il vocabolario del design con le sue idee e definizioni nuove di design radicale e banale, e prestando grande attenzione al valore simbolico degli oggetti di design.

Nel corso degli anni Mendini si dedica a progetti rivoluzionari e all'avanguardia, tra cui Alchimia e Memphis, e la fondazione dell'Accademia Domus, oltre al proprio lavoro per Atelier Mendini - senza scordare i suoi brillanti, provocatori articoli per riviste come Casabella, ModoDomus. L'illustre studiosa di design Alice Rawsthorne ha di recente scritto: "Anche se non si dovesse aver mai sentito parlare di Alessandro Mendini, si può star certi di essere stati influenzati dal suo lavoro, in quanto le vite di noi tutti sarebbero state diverse, senza di lui."

Mendini è il padre di diversi "per la prima volta" per il semplice fatto che ha sempre puntato ad esplorare luoghi in cui nessuno si era mai avventurato. Probabilmente il suo lavoro più conosciuto è l'iconica Sedia di Proust (1978), un ritrovato in stile rococò ridipinto nello stile puntinista del pittore del XIX secolo  Paul Signac, con l'obiettivo di rievocare la prosa romantica di Marcel Proust; meno noti ma altrettando poetici e significativi sono altri suoi lavori sperimentali come la sedia Terra (1974), riempita perlappunto di terra; le scultoree sedie Lassù (1974), una delle quale è stata bruciata durante la presentazione; e la sua reinterpretazione iconoclasta della sedia Wassily di Marcel Breuer (1978). Impossibile inoltre scordarci dei suoi eccentrici capolavori architettonici, come il colorato e stravagante Groninger Museum (1988-1994).

Sebbene abbia sempre cercato di portare all'attenzione della critica le conseguenze negative di una cultura consumista, Mendini non era un pessimista nè un seccatore, anzi. La sua missione, portare il design più vicino all'arte, è stata da lui stesso spiegata così: "Penso che, oltre ad essere funzionale, un oggetto debba avere un'anima, ed esprimere affabilità."

 

  • Text by

    • Wava Carpenter

      Wava Carpenter

      Dopo aver studiato storia del design alla Parsons, Wava ha indossato molti cappelli in supporto della cultura del design: ha insegnato design studies, curato mostre, organizzato dibattiti, scritto articoli - e tutto questo ha ispirato e continua ad ispirare il suo lavoro da Pamono come caporedattrice.

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